Il Gel contenuto nella pianta di Aloe Vera (ma anche nella varietà Arborescens) è in grado di curare molte patologie, e di prevenirne ancor di più… Non è un medicnale vero e proprio, diciamo che è un integratore alimentare, che conene la maggior parte delle sostanze di cui il nostro corpo ha bisogno…
Il miglior modo per stare bene, per avere una pelle sana, bei capelli, per stare bene totalmente, non è quindi solo utilizzare creme, shampoo e prodotti per uso esterno a base di Aloe, ma soprattutto berne il gel! Infatti il gel di Aloe non fa male a nessuno (salvo rarissimi casi di allergia alla pianta, verificabile mediante un banale esperimento casalingo) perchè il nostro corpo, quando ingerisce l’Aloe, è in grado di assimilare e diutilizzare solo gli elementi presenti nella pianta di cui abbiamo bisogno, e dunque non si vengono a generare squilibri di alcun genere! Il nostro organismo sa ciò di cui ha bisogno, e il gel di Aloe può soddisfare ogni sua esigenza.

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Il genere Aloe appartiene alla famiglia delle Liliaceae (la stessa famiglia del Giglio, dell’Aglio e della Cipolla), molto ricco di specie che comprende piante originarie dell’Africa, del Madagascar e dell’Arabia.

L’etimologia di questa parola non è molto chiara. Potrebbe derivare da una parola di origine orientale (araba probabilmente) che significa “amaro” o dal greco ” àls-alòs ”  che significa “sale”, per ricordare il suo sapore amaro simile a quello dell’acqua di mare. Qualunque sia la sua etimologia è certo che è una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue molteplici capacità terapeutiche. Le prime testimonianze sono state ritrovate su una tavoletta di argilla ritrovata a Nippur nei pressi di Bagdad e datata 2.200 a.C.

La particolarità delle aloe è che sono piante succulente (vale a dire possiedono particolari tessuti in grado di immagazzinare grandi quantità d’acqua), a testimonianza del fatto che sono tutte originarie di zone aride.

Delle diverse specie di aloe, alcune sono adatte a vivere anche in appartamento ma la maggior parte, date le loro non piccole dimensioni, hanno necessità di essere allevate all’aperto. Le ritroviamo spesso nei giardini litoranei a clima mite dove vengono allevate assieme all’agave, questa per la bellezza delle sue foglie, l’aloe per la bellezza dei suoi fiori particolarmente vistosi (foto sotto Aloe arborescens).

Le aloe sono piante sempreverdi di cui alcune sono acauli con le foglie disposte a rosetta, altre con il fusto alto, semplice o ramificato.

L’Aloe sviluppa i fiori dalla primavera all’autunno a seconda della specie e delle varietà che si formano sulla sommità di un lungo stelo, semplice o ramificato o a grappolo e la pianta non muore dopo la fioritura a differenza dell’Agave.

Producono infiorescenze ad ombrella, pendenti, tubolari. I fiori sono di solito di colore tendente al rosso, all’arancio o al giallo.

Sono piante autosterili si riproducono pertanto per impollinazione incrociata.

Nel parenchima delle foglie dell’aloe è presente un succo aromatico, molto amaro che si indurisce all’aria ed è insolubile in alcool con diverse capacità terapeutiche.

Il genere aloe annovera numerose specie tra le quali ricordiamo:

ALOE VARIEGATA

 

L’Aloe variegata ha le foglie coriacee, di un bel verde scuro, screziate di bianco, lunghe e dritte e con una nervatura centrale molto evidente che corre lungo tutta la foglia.

Fiorisce in marzo-aprile con una vistosa infiorescenza a grappolo lunga anche 30 cm formata da numerosi fiori rosa-rossi.

L’Aloe variegata è una specie che viene frequentemente allevata in vaso.

 

ALOE BARBADENSIS (ALOE VERA)

L’Aloe barbadensis è quella che viene chiamata Aloe vera, famosa per le sue numerose proprietà terapeutiche: cicatrizzante per scottature e ferite, lassativa, regolarizzatrice delle funzioni epatiche, calmante delle sindromi premestruali, tonificante e rivitalizzante per la pelle.

   

Si utilizza la parte interna mucillaginosa in gelatina o in polvere dopo l’essiccazione.

Le foglie dell’aloe vera sono di colore verde-grigio, screziate, carnose e raggiungono anche i 50 cm di lunghezza.

Forma una infiorescenza formata da numerosi fiori gialli. Il fusto è pressochè assente.

ALOE VERA VARIETA’ CHINENSIS

L’Aloe vera varietà chinensis è anche lei molto apprezzata per le sue proprietà curative.

Le foglie sono di colore verde-bluastro con marcate spine biancastre. I fiori, raccolti in infiorescenze tipiche della specie, sono di colore arancione e sbocciano in primavera.

 

 

ALOE ARBORESCENS

L’Aloe arborescens, originaria di Capo di Buona Speranza, ha le foglie disposte a rosetta in modo sparso con i margini dentati.

E’ una pianta che si sviluppa considerevolmente superando anche i due metri di altezza, pertanto solo le piante giovani possono essere coltivate in vaso ed in appartamento.

L’aloe arborescens fiorisce nella tarda primavera e produce fiori di colore rosso disposti in grappoli molto densi sulle ramificazioni dello stelo fiorale. Al contrario dell’Aloe vera, il fusto in questa specie è ben visibile.

 

   

Dell’Aloe arborescens esistono numerosissime varietà tra le quali ricordiamo: l’Aloe arborescens varietà natalensis che fiorisce a metà dicembre con dei fiori di uno splendido colore rosso scuro e l’Aloe arborescens varietà ucriae che fiorisce in gennaio – febbraio con fiori di colore rosso vivo.

ALOE ARISTATA

L’Aloe aristata ha le foglie disposte a rosetta di un bel colore verde intenso ricoperte da dei tubercoli bianchi disposti in file ordinate lungo tutta la foglia.

L’aloe aristata fiorisce nella tarda primavera formando un lungo fusto fiorifero di circa 30 cm che porta numerosi fiori di colore rosso-arancio.

 

 
 

ALOE CILIARIS

L’Aloe ciliaris ha la particolarità rispetto alle altre specie di avere un portamento rampicante o strisciante. E’ una pianta che in natura può raggiungere notevoli dimensioni, anche 5 metri di altezza.

Fiorisce in tarda primavera, inizio estate e produce dei fiori di colore rosso vivo.

L’aloe ciliaris è una specie molto fiorifera e che si adatta alla coltivazione in vaso.

 

ALOE FEROX

L’Aloe ferox originaria anch’essa di Capo di Buona Speranza ha un fusto semplice, molto eretto e molto robusto.

Le foglie sono disposte a rosetta all’estremità del fusto, carnose, rigide, spinose e possono raggiungere il metro di lunghezza.

I fiori dell’aloe ferox  sono di colore giallo, molto densi e compaiono a marzo.

 

 
 

ALOE HUMILIS

L’Aloe humilis al contrario delle piante del suo genere è molto piccola di dimensioni, la più piccola.

Le foglie sono di un bel colore verde-azzurro, spinose.

I fiori dell’aloe humilis sono di colore giallo.

 

ALOE STRIATA

L’Aloe striata, originaria del Sud Africa, ha un tronco molto breve, raramente ramificato, le foglie disposte a rosetta, lanceolate lunghe anche 50 cm e larghe 10-15 cm molto carnose e ricoperte da una leggera pruina.
Le infiorescenze sono molto appariscenti e possono misurare anche un metro portanti numerosi fiori disposti ad ombrella di colore rosa.

L’aloe striata fiorisce tra marzo ed aprile.

ALOE ABYSSINICA

L’Aloe abyssinica originaria dell’Abissinia e dell’Eritrea ha delle foglie carnose molto lunghe terminanti a punta e con la pagina superiore concava e l’inferiore convessa con i margini rossastri e dentellati.

L’Aloe abyssinica fiorisce a fine inverno, inizio primavera ed i fiori sono di un bel colore giallo intenso disposti a grappoli su steli ramificati.

 

 

Articolo tratto da elicriso.it

TECNICA COLTURALE

L’ aloe è una pianta che ha necessità di clima miti per poter crescere. Infatti vive bene all’aperto nelle zone a clima temperato-caldo mentre nelle zone più fresche deve essere portata al riparo dal freddo invernale in quanto non tollera temperature al di sotto di 5-8°C. Se ciò accade possono crearsi marciumi radicali specialmente se questo è accompagnato da eccessive annaffiature. Le temperature ideali di crescita sono intorno ai 20-24°C.

Sono piante, per la loro stessa natura, in grado di tollerare la siccità mentre non tollerano in alcun modo i ristagni idrici. Infatti nei loro habitat naturali le aloe crescono sempre nei pendii ben drenati e mai a fondo valle o nei luoghi dove potrebbero esserci dei ristagni d’acqua.

ANNAFFIATURA

Nel periodo primaverile/estivo l’ aloe va annaffiata con moderazione e avendo cura di non bagnare le foglie in modo da evitare che l’acqua possa depositarsi tra le foglie che potrebbe portare a pericolosi marciumi.

La tecnica è quella di annaffiare abbondantemente e lasciare asciugare il terreno fino alla successiva irrigazione.
Al sopraggiungere dell’autunno – inverno le annaffiature all’aloe vanno via via diminuite fino alla totale sospensione per tutto l’inverno. Con la primavera si riprendono gradatamente le annaffiature.

Qualora l’Aloe venga allevata per scopi terapeutici è bene non irrigare 8-10 giorni prima della raccolta affinchè i principi attivi siano più concentrati.

TIPO DI TERRENO – RINVASO

L’ aloe si rinvasa ogni anno, in primavera aumentando via via le dimensioni del vaso. Non avendo un apparato radicale particolarmente profondo, è preferibile scegliere un vaso più largo che profondo e con adeguati fori di drenaggio in quanto non ama i ristagni idrici e sistemare sul fondo del vaso della ghiaia o dei pezzi di coccio.

Le aloe sono piante che non sono particolarmente esigenti in fatto di terreni ma prediligono terreni prevalentemente sabbiosi che favoriscono lo sgrondo rapido delle acqua in eccesso e leggermente acidi.

 CONCIMAZIONE

L’ aloe si concima una volta al mese a partire dalla primavera e per tutta l’estate utilizzando dei concimi liquidi diluiti nell’acqua di annaffiatura.

Per quanto riguarda il tipo di concime da somministrare, in commercio ne esistono di tanti tipi ma è buona norma leggere l’etichetta che specifica la composizione e somministrare un concime che oltre ad avere i cosiddetti “macroelementi” quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K), abbia anche i “microelementi” quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita dell’aloe.

Diminuire leggermente le dosi rispetto a quanto indicato nella confezione

FIORITURAL’Aloe sviluppa i fiori dalla primavera all’autunno a seconda della specie e delle varietà che si formano sulla sommità di un lungo stelo, semplice o ramificato o a grappolo e la pianta non muore dopo la fioritura a differenza dell’Agave.

Producono infiorescenze ad ombrella, pendenti, tubolari. I fiori sono di solito di colore tendente al rosso, all’arancio o al giallo.

Le aloe sono piante autosterili si riproducono pertanto per impollinazione incrociata.

POTATURA

Di solito l’aloe non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie basali che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l’attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti. 

MOLTIPLICAZIONE

L’aloe di moltiplica o per seme o per polloni. Essendo piante autosterili, vale a dire che i fiori maschili e femminili della stessa pianta non possono incrociarsi tra loro o con piante della stessa varietà, occorrono piante di diverse varietà di aloe per poter ottenere dei semi fertili.

Moltiplicazione per polloni.

In tarda primavera, si prelevano dalla base della pianta di aloe i polloni che normalmente si formano. Vanno recisi con un coltello affilato, pulito e disinfettato e lasciati all’aria per due-tre giorni per favorire la fuoriuscita del latice che impedirebbe la radicazione. Dopo di che vengono posti in una composta formata da sabbia. Questa si tiene costantemente umida. Non appena avranno attecchito può essere rinvasata e trattata come le piante adulte di aloe.

PARASSITI E MALATTIE

Foglie con perdita di screziature:

se le foglie di aloe presentano questo sintomo e diventano completamente verdi, vuol dire che l’illuminazione è scarsa.
Rimedi: bisogna spostare la pianta in un luogo più luminoso.

Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marroneSuccessivamente a queste manifestazioni le foglie si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta di aloe non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che l’aloe  va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Articolo tratto da elicriso.it

Un frate francescano brasiliano, di Porto Alegre, ha comunicato al mondo scientifico una ricetta appresa dalla medicina popolare brasiliana per la cura del cancro e di altre gravi malattie, la cui efficacia ha potuto lui stesso in diversi casi riscontrare. Padre Zago ritiene che le proprietà anti tumorali siano più specifiche nell’Aloe Arborescens, una specie che si sviluppa ad alberello e che, nelle zone mediterranee, arriva a misurare anche due metri, va bene anche l’Aloe Barbadensis, una specie da noi in Italia più facile da reperire. E’ da preferire la pianta adulta di quattro o cinque anni (se è possibile, altrimenti si usi la pianta anche più giovane). L’Aloe Arborescens o Barbadensis possiede numerose proprietà nutrienti: 18 amminoacidi, 8 elementi essenziali, 20 sali minerali, saponine, enzimi, ecc. L’Aloe va miscelata con miele d’api integrale, liquido e dolce (acacia o millefiori) che contribuisce a veicolare le proprietà dell’aloe nell’organismo; infine un super alcolico (cognac, whisky, grappa) serve da solvente dell’aloina e da vasodilatatore. Raccogliere le foglie di aloe lontano dalle ore di sole (prima dell’alba o dopo il tramonto) e pulirle asportando la polvere eventuale con uno straccio umido evitando l’uso di acqua corrente; se ha piovuto, attendere che la pianta si asciughi, quindi 4-5 giorni; con un coltello togliere le spine dal margine fogliare e le eventuali imperfezioni della foglia (parti secche o punti neri). Tagliare a pezzetti 300 grammi di foglie, metterle in un frullatore con 1/2 chilo di miele e 4 o 5 cucchiai da tavola di alcool (il super alcolico di cui sopra); frullare fino a rendere il composto omogeneo (in realtà rimangono sempre dei pezzettini); Tutte queste operazioni vanno effettuate in penombra: la luce forte, sia solare, sia elettrica, diminuisce infatti le proprietà; versare il composto in un vaso di capienza adeguata (cioè un litro oppure in due, tre vasi più piccoli che sono più maneggevoli); il recipiente dovrebbe essere di vetro scuro oppure si può avvolgerlo con la carta stagnola per non far passare la luce; tenere i recipienti con l’aloe in frigorifero; il preparato cambia aspetto e colore nei primi giorni; agitare il composto prima dell’uso e assumere un cucchiaio da tavola tre volte al giorno, circa mezz’ora prima dei pasti (mattina, mezzogiorno e sera); iniziare l’assunzione gradualmente (un cucchiaio al giorno per due giorni ed aumentare poco alla volta fino a raggiungere il dosaggio pieno);durante i primi giorni si può avere qualche scarica di diarrea, la cosa è normale e va attenuandosi nei primi 5-6 giorni. Comunque, le dosi, il numero dei cicli e le eventuali interruzioni tra un ciclo e l’altro sono sempre legate alle condizioni fisiche della persona nel momento della cura. Si consiglia di fare le analisi prima e dopo il ciclo di terapia per verificarne gli effetti; infatti, l’eventuale benessere fisico della persona non è segnale sufficiente a comprovare la guarigione che può essere diagnosticata attraverso le analisi. Durante la cura bere molta acqua, soprattutto a stomaco vuoto. Quando si acquista la pianta assicurarsi che sia stata coltivata in maniera biologica (di tipo biodinamico), senza l’uso di sostanze tossiche.

 

NON deve essere utilizzata dai diabetici, a causa della grande quantità di miele contenuta.

Il succo addensato, opera una radicale pulizia dell’organismo attraverso il miele, cibo che raggiunge l’angolo più lontano del nostro corpo; a sua volta l’Aloe viaggia nel miele con il suo grande potere cicatrizzante: l’alcool aiuta a dilatare i vasi sanguigni e favorisce questo lavaggio di purificazione generale.
Il sangue si purifica lentamente in dieci giorni.
Si comprende come l’infuso contenga un’azione anche preventiva del male: col sangue “pulito” tutto l’organismo cammina bene; come una macchina con un combustibile di migliore qualità.

 

Il testo è tratto da un articolo pubblicato sul sito mednat.org

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Non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali effetti collaterali del preparato. Mi sono limitato a pubblicarlo, per evitare qualsiasi controindicazione, causata soprattutto dall’utilizzo di tutta la foglia di Aloe, e quindi contenente anche Aloina, un potente lassativo, consiglio di acquistare preparati a base di Aloe certificati e realizzati con tutti i criteri…giusti….e i controlli adeguati.

Naturalmente non vi sconsiglio neanche di provarlo…!

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L’Aloe

Immagine alloggiata da servimg.com L'Aloe, straordinaria pianta, che mi ha affascinato dal primo momento in cui l'ho vista. Porta con se quell'aura di "magia", e ti rendi subito conto di quanto sia stata importante per l'intera umanità in tutti i tempi. Porta con se il rispetto e la gratitudine di tutti quei popoli che hanno beneficiato delle sue meravigliose proprietà.Alla sola vista trasmette una sensazione di benessere, di vitalità, di serenità, anche a tutte quelle persone che non ne conoscono le proprietà. L'Aloe è la pianta dell'Immortalità, della lunga vita, della salute. E' la pianta della bellezza, è un piccolo miracolo della natura, un'opera d'arte proveniente dalla Terra e dalla sabbia, e merita un posto d'onore nei nostri giardini e sui nostri terrazzi, anche solo per ringraziarla per tutto il bene che ha portato ai nostri antenati...
agosto: 2016
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